Metodo della meccanica progressiva per suonare il violino: Op. 21

Original title: Metodo della meccanica progressiva per suonare il violino Op. 21

Bibliographic reference: Bartolomeo Campagnoli, Metodo della meccanica progressiva per suonare il violino: diviso in quattro parti e distribuito in 132 lezioni progressive per due violini e 118 studi per un sol violino: preceduto dalle regole e all'applicazione delle lezioni e studi per servire di lumi agli allievi o dilettanti: Op.21, Milano: Tito di G.Ricordi, 1853

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Bartolomeo Campagnoli, Metodo della meccanica progressiva per suonare il violino: diviso in quattro parti e distribuito in 132 lezioni progressive per due violini e 118 studi per un sol violino: preceduto dalle regole e all'applicazione delle lezioni e studi per servire di lumi agli allievi o dilettanti: Op.21, Milano: Tito di G.Ricordi, 1853

Biographic notes:

Bartolomeo Campagnoli (1751 – 1827) fu un violinista e compositore italiano.Apprese i primi rudimenti dell'arte del violino a Bologna, sotto l'insegnamento di A. D. Dall'Occa. Continuò i suoi studi a Modena con Paolo Guastarobba, violinista della scuola del grande Tartini. Sempre a Modena proseguì i suoi studi di composizione. Non ancora ventenne iniziò a viaggiare e iniziare a riscuotere i suoi primi successi come violinista, studiando con Pietro Nardini.Nel 1776 ottenne l'incarico di primo violino presso la corte del vescovo di Frisinga e quattro anni dopo la direzione musicale presso il duca di Curlandia.Nel 1797 divenne primo violino al Gewandhaus di Lipsia oltre al titolo di maestro di cappella di corte nella località di Neustrelitz.Alla carriera violinistica affiancò anche quella compositiva. Anzi, la sua fama derivò principalmente dalle sue composizioni. Una delle sue opere principali è il Metodo per Violino Op. 21 composto del 1797.

Riferimenti bibliografici e sitografici

  • Stowell, Robin, Violin Technique and Performance Practice in the Late Eighteenth and Early Nineteenth Centuries, Cambridge University Press, 1990
  • Duffin, Ross W., How Equal Temperament Ruined Harmony (and Why You Should Care), W. W. Norton & Company, 2008

 


Vibrato

All’interno di questo metodo, a pagina XXX dell’introduzione troviamo l’artificio del vibrato descritto come Tremolamento o Tremolo. Questa introduzione presenta una serie di informazioni sui principali aspetti della tecnica e della pratica strumentale.

È un abbellimento che deriva dalla natura stessa adoperato per ornare una nota finale, o una tenuta; per produrre il tremolamento sul violino bisogna appoggiare con forza il dito sulla corda e fare colla mano dei piccoli movimenti in avanti verso il ponticello ed indietro contro la tastiera. Si eseguisce in tre modi differenti: 1° lentamente, 2° aumentando gradatamente di prestezza, 3° vivacemente. Per distinguerlo l’un dall’altro si può rappresentarlo nel modo che è scritto su tre misure intiere (A). Le linee più lunghe rappresentano semplici crome, e le piccole le biscrome: bisogna fare altrettanti movimenti colla mano, quante vi son linee. Questi movimenti devono essere impiegati sulla prima nota di ciascun tempo, e nei pezzi di vivacità si impiegano sulla prima nota d’ogni mezzo tempo (B). Se ne serve ancora nei doppi suoni e nelle misure di ¾ (C).

 Bartolomeo Campagnoli, Metodo per Violino Op. 21. Milano: Tito di G.Ricordi, 1853. p. XXX

 

Nella sezione relativa agli esercizi, troviamo due esempi (esercizio n. 127 e 128) in cui Campagnoli mostra graficamente ciò che ha spiegato nella sezione teorica. Suddivide il tremolo in diverse categorie ed indica  con un ghirigoro i punti dove vibrare negli esempi musicali.

Campagnoli, Bartolomeo, Metodo per Violino Op. 21. Milano: Tito di G.Ricordi, 1853. Pg. 70 esercizio No. 127.

Bartolomeo Campagnoli, Metodo per Violino Op. 21, Milano: Tito di G.Ricordi, 1853. p. 70 esercizio No. 127

presenza di vibrato all'interno del trattato di Campagnoli

Bartolomeo Campagnoli, Metodo per Violino Op. 21, Milano: Tito di G. Ricordi, 1853. p. 70 esercizio No. 128.

 

 


Sound

A p. XV dell’Introduzione del metodo si trova una sezione dedicata al Suono che recita:

Il suono perfetto è quello che riunisce la dolcezza alla robustezza. Si vedrà più innanzi quanto il violino possegga questo vantaggio. Bisogna dunque procurare di conservarglielo tirando dei suoni pieni e morbidi, dando loro forza o rotondità. Il suono è prodotto sul violino dal modo con cui l’archetto mette le corde in vibrazione; si osservò che bisognava aver gran cura di tirar sempre nell’istesso senso sulle corde, dipendendo da ciò la purezza del suono. L’esattezza contribuisce non poco a render puro il suono, imperciocchè una nota perfettamente giusta ne fa risuonare altre che le cono consonanti. Per ottenere tutto ciò che dipende dal meccanismo del suono fa d’uopo esercitarsi: 1° a sostenerlo con forza, 2° a tirare un suono debole e ritenuto, 3° a gonfiare, diminuire, modificare il suono.

Bartolomeo Campagnoli, Metodo per Violino Op. 21. Milano: Tito di G.Ricordi, 1853. p. XV