Violoncello Method Op. 60

Original title: Violoncell-Schule für den ersten Unterricht Op. 60

Bibliographic reference: Friedrich August Kummer, Violoncell-Schule für den ersten Unterricht Op. 60, Leipzig, F. Hofmeister, 1839

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Friedrich August Kummer, Violoncello Method Op. 60, New York: G. Schirmer, 1928

Biographic notes:

Friedrich August Kummer (1797 –1879) nacque a Meiningen e fu un violoncellista, compositore e pedagogo tedesco. Fu alunno prima di suo padre e successivamente di Friedrich Dotzauer. Nel 1817 si aggiunse alla sezione dei violoncelli della Cappella Reale, prendendo il posto di Dotzauer quando nel 1850 si ritirò.Insegnò al conservatorio di Dresda dal 1856 fino alla sua morte. Kummer era conosciuto per l' attenzione ai dettagli e per il suo costante impegno a migliorare gli aspetti tecnici e musicali del suo strumento. La critica del tempo lo definiva un incredibile violoncellista con una brillante tecnica dell’arco, risultato della scuola francese e belga. Fu ammirato sia come solista che come camerista. Scrisse un metodo per violoncello molto semplice e chiaro, che parte dalle basi del violoncello e arriva ad includere gli aspetti quali la postura una la buona impostazione di entrambe le mani e tutti gli aspetti tecnici fondamentali fino all’interpretazione.

Riferimenti bibliografici e sitografici

  • Galvagno, Michele, Virtuoso impareggiabile o didatta straordinario?, Tesi di laurea presentata al Conservatorio superiore di studi musicali “G. F. Ghedini” Cuneo, 2008-2009
  • Stowell, Robin, The Cambridge Companion to the Cello, Cambridge University Press,1999
 

 


Vibrato

L’aspetto del vibrato viene trattato da Kummer all’interno del capitolo On tone and Execution (Sul suono e l’interpretazione).

Sometimes a player can lend more brillancy and expression to a tone by a certain oscillation, produced by placing the finger firmly upon the string, and letting the hand make a tremulous motion; in order to be able to do this more freedom, the thumb is laid quite loosely on the neck of the instument. This oscillation, or “close trill”, as it is called, is marked by the sign squiggle.

Friedrich August Kummer, Violoncello Method, New York: G. Schirmer, 1928 p. 36

Traduzione italiana:

A volte il musicista puo’ dare più brillantezza ed espressione ad una nota grazie ad una certa oscillazione prodotta dal dito che preme sulla corda, e  lasciando fare alla mano un movimento tremulo; in modo da essere in grado di fare questo con più libertà, il pollice è posato morbidamente sul manico dello strumento. Questa oscillazione o “close trill”, come viene chiamato, viene raffigurata con il segno squiggle.

In appendice troviamo alcuni  alcuni esercizi in cui il vibrato è segnato con un ghirigoro come ad esempio nel (Numero 75 e 83).

squiggle of vibrato in Kummer's exercise n. 75

Friedrich August Kummer, Violoncello Method, New York: G. Schirmer, 1928 p. 84

squiggle of vibrato in Kummer's exercise n. 83

Friedrich August Kummer, Violoncello Method, New York: G. Schirmer, 1928 p. 90

 


Sound

All’interno del capitolo On tone and Execution (Sul suono e l’interpretazione) Kummer spiega che:

It should always be one of the pupil’s principal aims in practicing, to acquire a sonorous and powerful tone  […]. Of course he is fortunate, if the possession of a good instrument having a clear and full tone and answering readily to the bow on all notes, favors him in the attainment of his object. But if he relies solely on his accidental advantage, thinking that it will obviate the necessity of careful study to obtain a good tone, and that by mere physical force with regard to the quality of the instrument, but knowing how to manage the latter more skillfully and correctly. A full and rich tone is not by excessive exertion, but by judicious distribution of strength.

Friedrich August Kummer, Violoncello Method, New York: G. Schirmer, 1928 p. 35

Dovrebbe sempre essere uno dei principali obiettivi dello studente acquisire un timbro potente e sonoro […]. Di certo egli è fortunato se il possesso di un buono strumento che, possedendo un suono chiaro e pieno, rispondendo prontamente all’arco lo favorisca su tutte le note nel raggiungimento di questo obiettivo. Ma se egli si affida solamente a questo accidentale vantaggio, pensando che esso ovvii alla necessità di uno studio attento al fin di ottenere un buon timbro e che con l’ausilio di mera forza fisica egli sarà in grado alla fine di produrre la potenza e la pienezza richiesta, egli verrà facilmente sorpassato da un altro […], meno favorito dalla qualità dello strumento, ma più cosciente del come dominare lo strumento correttamente e con abilità. Un timbro pieno e ricco è ottenuto da una giudiziosa distribuzione della forza e non dalla sua eccessiva applicazione.