Archivio progetti
Che cos’è l’arte dell’interpretazione?
Resp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e SviluppoLa formazione musicale professionale nella Svizzera italiana: il CSI
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo
Harvey Sachs, Storico e MusicologoL'insegnamento strumentale del violino
Resp. Anna Modesti, docente di Pedagogia del violino, Scuola Universitaria di Musica, LuganoLa musica sacra in stile concertato di Carlo Donato Cossoni (1623-1700)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e SviluppoSviluppo della percezione musicale attraverso l'improvvisazione e la composizione
Resp. Silvia Klemm, Responsabile BA/MA EME Scuola Universitaria di Musica, LuganoAl Canvetto
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e SviluppoVerismo e Mass Art. La ricezione del verismo operistico in Gran Bretagna alla fine del XIX secolo
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e SviluppoSocrate nella sala prove - Un filosofo “in residence” al Conservatorio
Resp. Dr. Jerrold Levinson, professore di filosofia presso la University of Maryland, College Park
Resp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e SviluppoLe tecniche di feedback nella didattica per pianoforte
Resp. Dr. Kathleen Riley, New York University, New York (U.S.A)“Cantata a tre, per la traslazione del sangue di San Gennaro”
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo
Leonardo Muzii, Direttore d'Orchestra
Florian Grampp, Clavicembalista e MusicologoDizionario dei Musicisti della Svizzera italiana
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo
Timoteo Morresi, RicercatoreMastery through Imitation
Resp. Dr. Aaron Williamon, Royal College of Music (London)
Resp. Dr. Tânia Lisboa, Royal College of Music (London)
Resp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e Sviluppo
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e SviluppoProgetto “BaKom”
Resp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e Sviluppo
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo
Resp. Dr. Ruth Hungerbühler, Università della Svizzera italiana
Che cos’è l’arte dell’interpretazione? (prima fase, 2006/2007)
Resp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Con il sostegno del Fondo Nazionale Svizzero (DORE)
Il progetto “What is the Art of Interpreting Music?” si propone di colmare il divario esistente tra gli ambiti studiati dalle discipline musicologiche e l’analisi dell’interpretazione musicale come campo di investigazione scientifica.
Questo progetto si colloca in maniera esemplare all’interno di un conservatorio, dove musicisti, ascoltatori attenti, studiosi ed analisti possono facilmente contribuire con le proprie esperienze e le proprie competenze alla realizzazione del progetto ed alla discussione dei risultati. Punto di partenza della ricerca sono due studi fondamentali nel campo dello studio dell’interpretazione musicale: Beethovens Klaviersonaten und ihre Interpreten (Frankfurt, 1978) di Joachim Kaiser, ed il più recente A Beethoven Enigma. Performance Practice and the Piano Sonata op. 111 (New York, 1988), di Joanna Goldstein, che analizza tre diverse interpretazioni della stessa sonata, quelle di Brendel, di Michelangeli e di Ashkenazy. Attraverso lo studio di registrazioni storiche e moderne delle sonate per pianoforte di Beethoven – parte essenziale del repertorio standard di un pianista – si è inteso identificare quelle che sono le idee interpretative fondamentali delle diverse esecuzioni e analizzare il metodo attraverso il quale queste idee vengono realizzate dall’interprete.
La prima fase di questo progetto, finanziato dal programma DORE (Fondo Nazionale e KTI), si è conclusa nel luglio ‘07. Il rapporto è stato accettato dal fondo nazionale e alcuni dei risultati della ricerca sono stati presentati in varie conferenze. Hanno collaborato a questo progetto tre studenti di pianoforte, un partner istituzionale esterno, la Fonoteca Nazionale Svizzera, nonché un professore dell’università di Freiburg im Breisgau. È prevista la pubblicazione di una discografia e la continuazione della ricerca sulla base dei dati raccolti in questa prima fase.
La formazione musicale professionale nella Svizzera italiana: il CSI (2005/2006)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Harvey Sachs, Storico e Musicologo
Lo studio ha condotto alla pubblicazione di un volume che ripercorre i venti anni di storia del Conservatorio della Svizzera italiana. Oltre alle tappe che hanno portato al riconoscimento del conservatorio quale Scuola Universitaria di Musica, il volume ha fornito l’occasione per una riflessione sulle problematiche nate intorno alla Dichiarazione di Bologna, il documento che ha condotto alla riforma dei conservatori in tutta Europa ed in Svizzera. In particolare, sono stati analizzati gli aspetti più controversi della riforma che in Svizzera, con l’estensione del campo di applicazione della legge sulle SUP alle scuole d’arte, ha portato all’applicazione dei criteri propri del mondo delle tecnologie e dell’economia a quello dell’arte e della musica. Il progetto si è concluso con la pubblicazione del volume, avvenuta nel dicembre del 2006: Harvey Sachs, Massimo Zicari, Formazione Musicale tra università e mercato, società e arte. Il Conservatorio della Svizzera italiana, Fontana Edizioni, 2006
L'insegnamento strumentale del violino (2005/2006)
Resp. Anna Modesti, docente di Pedagogia del violino, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Attraverso l’analisi di numerosi contributi specifici usciti in diversi ambiti della ricerca (fisiologia, acustica, percezione musicale, comunicazione musicale etc.) ed il confronto dei dati da essi riportati con i contenuti dei diversi trattati e metodi per violino pubblicati dal 1685 ad oggi, si è cercato di indagare se vi siano mai stati contatti tra ricerca e didattica e se questi abbiano avuto qualche influenza sullo sviluppo dei percorsi didattici stessi.
La musica sacra in stile concertato di Carlo Donato Cossoni (2005/2006)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Florian Grampp, Clavicembalista e Musicologo
Con il sostegno del Fondo Nazionale Svizzero (DORE)
La ricerca ha riportato alla luce i Salmi concertati / a cinque voci, e due violini con un Basso, che concerta ad libitum / e cinque parti di Ripieno a beneplacito / Opera sesta (Bologna, 1668)
Si tratta del lavoro di un compositore che riveste un ruolo di particolare rilevanza nell'ambito della cosiddetta Regio Insubrica, in quanto testimonia la presenza di una operosità musicale le cui tracce sono, per lo più, ancora da recuperare.
La fase conclusiva del progetto, la concertazione ed esecuzione dei Salmi, è stata realizzata in occasione del ciclo dei Vesperali 2007 presso la Cattedrale di Lugano. In occasione di questa esecuzione, una scelta rappresentativa dei Salmi è stata proposta dal coro della RTSI, assieme al complesso “I Barocchisti”, sotto la direzione di Diego Fasolis.
Obiettivo della produzione musicale, era quello di riprodurre le condizioni tipiche della prassi esecutiva seicentesca rilevata nel corso della ricerca. Si è così diviso il complesso vocale-strumentale in due unità distinte, secondo una tipica dell’epoca, e legata alle condizioni architettonico-spaziali di numerose cattedrali dell'area lombardo-veneta.
Sviluppo della percezione musicale attraverso l'improvvisazione e la composizione (2005/2006)
Resp. Silvia Klemm, Responsabile BA/MA EME Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Progetto finanziato dalla Fondazione Accentus (ZH)
Questo progetto si prefigge come scopo lo sviluppo delle capacità musicali di allievi di età compresa tra gli 8 ed i 10 anni attraverso l’introduzione di nuove strategie d’insegnamento, come l’improvvisazione, e di elementi teatrali. Basandosi su registrazioni video di diverse lezioni e su questionari rivolti ad allievi e genitori, la ricercatrice Dr. Maria Spychiger, della Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Francoforte, ha analizzato il funzionamento dei processi di apprendimento attraverso cooperazione tra allievi; al contempo, la docente principale del corso, Silvia Klemm (responsabile del corso di studio Educazione Musicale Elementare presso il CSI), ha preparato un manuale riepilogativo, contenente esercizi applicati, piani di lezione e riflessioni da parte dei docenti. Questo manuale è destinato ai futuri docenti interessati ad avvalersi dei medesimi concetti formativi. Questi risultati sono in attesa di pubblicazione.
Il progetto è stato realizzato grazie al premio LILY WAECKLERIN PER LA GIOVENTU’ E LA MUSICA, assegnato annualmente dalla fondazione ACCENTUS di Zurigo per “progetti innovativi e di alta qualità nell’ambito di gioventù e musica”.
Al Canvetto (2004 – 2005)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Progetto finanziato dal Cantone Ticino (Divisione della Cultura), dalla città di Lugano e sponsorizzato dalla fondazione COOP Cultura e dalla fondazione “Pasquale Lucchini” di Lugano.
In seguito al centenario della nascita di Arnaldo Filipello, compositore di origine piemontese e grande animatore della vita musicale della Svizzera italiana durante la prima metà del 20° secolo, è nata l’idea di ricordarne l’opera e la figura riproponendo una sua “opera” realizzata nel 1935 nell’ambito della “Festa della vendemmia” di Lugano. Tale lavoro riveste una sicura importanza storico-artistica, poiché si iscrive negli anni in cui in Ticino fu importato il modello di spettacolo popolare di radice ottocentesca, denominato “Festspiel”. Dopo il successo della ripresa di “Sacra terra del Ticino” di Guido Calgari e Gian Battista Mantegazzi nel 1981, nulla è più stato tentato come valorizzazione della produzione popolaresca di quel periodo. Il progetto ha portato al recupero della partitura manoscritta, conservata nel fondo “Ass. Ricerche Musicali” presso l’Archivio Cantonale di Bellinzona, nella sua edizione moderna, e prevede il prossimo allestimento in forma scenica per l’autunno 2005. Anche questo progetto si colloca all’interno di quella vocazione regionalistica che il CSI esprime attraverso la valorizzazione del patrimonio storico ed artistico del cantone.
Verismo e Mass Art. La ricezione del verismo operistico in Gran Bretagna alla fine del XIX secolo. (2004 – 2005)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Con il sostegno del Trinity College of Music (London) e del Fondo Nazionale Svizzero (DORE)
La realtà anglosassone, dal punto di vista della produttività operistica, si presenta contraddistinta da una precisa, ed in questo senso peculiare, fisionomia. Tradizionalmente, il genere operistico si può dire non abbia mai attecchito completamente nel tessuto musicale inglese, rimanendo così espressione di una ambivalente forma di interessamento e di sensibilità estetica. Da alcuni resoconti pubblicati nel corso dell’ultimo decennio del XIX secolo, apprendiamo infatti che l’Inghilterra, a detta degli stessi critici dell’epoca il più “antimusicale” dei paesi europei, si trovava ancora a dibattere l’antica questione della ragionevolezza del genere operistico.
“As our esteemed friend and contemporary rightly affirms, opera, in England, is still an exotic [genre], although the march of intellect, the gradual enlightenment of the “British public”, and above all, the large influx into England of the aesthetical and more highly educated Germans, tend to a very fundamental reform in all directions and all sides.”1
Definito genere “esotico”, in quanto inverosimile nei suoi meccanismi drammaturgici e tradizionalmente debole in tutto ciò che concerneva la sostanza musicale – soggetta, come era sempre stata, alle stravaganze dei cantanti - il teatro d’opera costituiva comunque una realtà presente nei teatri londinesi almeno sin dai tempi di Handel allo Haymarket. La ricerca, attraverso l’esplorazione della critica sulla stampa anglosassone, cercherà di fare luce su alcuni aspetti legati al costume operistico e di proporre un possibile spaccato sul dibattito operistico, nel tentativo di una relativizzazione delle consuete categorie estetiche che conducono alla formulazione del concetto di capolavoro.
Il lavoro è stato pubblicato con il titolo The Land of Song, La terra del bel canto e la ricezione dell’opera italiana a Londra nel decennio 1890-1900, Peter Lang, Berna, 2008.
1. “The Musical Standard”, The Opera Question, 30 Luglio 1892: “Come sostiene il nostro amico e contemporaneo, l’opera, in Inghilterra, è tuttora un genere esotico, malgrado la marcia dell’intelletto, la graduale illuminazione del “pubblico britannico” e, soprattutto, il forte influsso in Inghilterra dei più acculturati ed esteticamente avanzati tedeschi, conducano ad una fondamentale riforma in tutte le direzioni e in tutti i sensi
Socrate nella sala prove - Un filosofo “in residence” al Conservatorio (2004)
Resp. Dr. Jerrold Levinson, professore di filosofia presso la University of Maryland, College ParkResp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e Sviluppo
“Socrate nella sala prove” è un progetto ispirato al famoso filosofo che, stando ai racconti, irritava i cittadini nelle botteghe e sulle piazze di Atene, provando le loro visioni morali, contestando le loro argomentazioni e disorientandoli con idee alternative. La nostra intenzione non è quella di insediare le piazze luganesi o di inoltrarci negli uffici della città, saggiando l'opinione della gente sulla musica, bensì di visitare la sala prove del conservatorio e le aule in cui studenti e docenti si preparano per le loro esecuzioni (analizzando strutture musicali, discutendo interpretazioni, affrontando problemi tecnici e ponendosi domande sulla ricezione), per incontrare gli artisti all'opera.
Mentre con grande probabilità l'autentico Socrate irritava i cittadini di Atene, il nostro Socrate, il prof. Jerrold Levinson, un prominente filosofo dell'arte, interagendo con gli studenti e i docenti cercherà di ottenere un effetto molto diverso. Il suo ruolo sarà infatti quello di incoraggiare i nostri musicisti a fermarsi per un momento e dissociarsi dalla loro musica, per fare delle riflessioni, per esternare principi fondamentali ritenuti impliciti e per esplorare le componenti chiave della vita musicale odierna. Il ventaglio di possibili tematiche è amplio e può implicare argomenti quali la rilevanza delle competenze storiche per l'esecuzione musicale, il ruolo delle intenzioni del compositore, la natura delle edizioni originali, il significato dell'esecuzione in pubblico, gli errori sulla scena, oppure ancora, la valutazione delle interpretazioni.
I risultati delle discussioni costituiranno la base per una breve pubblicazione in cui compariranno vari capitoli incentrati su tre principali soggetti: la preparazione di un'esecuzione musicale, la natura dell'esecuzione e l'esecuzione quale oggetto nel contesto dell'odierna industria musicale. Il libro dovrebbe dare forma ad un manuale di filosofia musicale per musicisti. Il primo nel suo genere.
“Socrate nella sala prove” è un'iniziativa del Dipartimento Ricerche & Sviluppo del Conservatorio della Svizzera italiana, modellata secondo i parametri di ricerca fissati per le Scuole Universitarie Professionali, paramenti elaborati sul principio di ambire a riversare le competenze teoriche nella prassi: i risultati della ricerca applicata nel campo della filosofia saranno pertanto applicati al ramo della produzione musicale. Il progetto si svolgerà durante i mesi estivi che vanno da giugno ad agosto dell'anno corrente.
Le tecniche di feedback nella didattica per pianoforte (2003 – 2004)
Resp. Dr. Kathleen Riley, New York University, New York (U.S.A).Il progetto ha inteso verificare gli eventuali vantaggi derivanti dall'applicazione di tecniche di feedback durante lo studio e l'apprendimento di un brano musicale al pianoforte. Il lavoro è stato condotto con l'ausilio di uno strumento dotato di interfaccia midi "Disklavier" e di un PC dotato di un software in grado di elaborare i dati e di restituire elaborazioni grafiche della performance, e dei diversi parametri musicali. Le apparecchiature MIDI, difatti, interfacciate ad un PC in grado di restituire alcune informazioni sulle modalità di un’esecuzione pianistica, può diventare uno strumento efficace per la verifica di alcune delle intenzioni musicali del pianista. Intenzioni dinamiche o agogiche possono essere quindi monitorate nella loro realizzazione pratica, al fine di verificare l’efficacia degli strumenti espressivi di cui il musicista riesce effettivamente a fare uso.
“Cantata a tre, per la traslazione del sangue di San Gennaro” (2003)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Leonardo Muzii, Direttore d'Orchestra
Florian Grampp, Clavicembalista e Musicologo
Il progetto parte dal recupero di un manoscritto inedito conservato presso la biblioteca del Conservatorio San Pietro a Miaella di Napoli, e si è prefisso lo scopo di giungere alla "prima esecuzione moderna" dell'opera. La Cantata documenta una pratica devozionale oggi spesso ignorata, che coinvolgeva alcuni tra i più acclamati compositori operistici di scuola napoletana, tra cui Paisiello e Cimarosa e richiedeva il coinvolgimento delle principali maestranze musicali della città di Napoli. Dalla riedizione del manoscritto, il progetto ha condotto alla presentazione di questo brano in forma di concerto, ed alla verifica sul campo delle problematiche emerse nel corso del recupero della partitura.
La Cantanta a tre è in corso di pubblicazione presso la casa editrice Ut Orpheus (Bologna) e sarà presentata tra le novità editoriali in occasione della Musikmesse di Francoforte nella primavera del 2005.
Dizionario dei Musicisti della Svizzera italiana (2002)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Timoteo Morresi, Ricercatore
Progetto finanziato dal Cantone Ticino, Divisione della Cultura
Il progetto relativo la Dizionario dei Musicisti della Svizzera italiana, prende avvio dall’impegno del CSI nei confronti della promozione di una politica culturale di tipo regionale. In collaborazione con l’Associazione Ricerche Musicali nella Svizzera italiana, è stato realizzato il lavoro di digitalizzazione e di edizione di tutto il materiale preesistente, relativo al dizionario in oggetto. La prima fase del lavoro, svolta dalla Dottoressa Guiot, era difatti rimasta inutilizzabile nella sua versione digitale, che usava un formato informatico oramai inutilizzabile. Le biografie di oltre 600 musicisti sono state quindi digitalizzate e riordinate attraverso un database specifico per il trattamento di testi in formato RTF e sono ora disponibili attraverso il sito www.ricercamusica.ch
Il progetto costituisce un primo passo nella direzione di una più ampia riflessione sulla vita musicale nella Svizzera italiana, in collaborazione con altri enti locali (Fonoteca Nazionale Svizzera).
Mastery through Imitation (2001)
Resp. Dr. Aaron Williamon, Royal College of Music (London)Resp. Tânia Lisboa, Royal College of Music (London)
Resp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)
Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)
Progetto finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca e l’Innovazione (DORE)
Il progetto “Mastery through Imitation”, frutto di una collaborazione tra il CSI e la prestigiosa istituzione londinese, ha avuto come obiettivo l’esplorazione e la verifica di alcune importanti strategie nell’apprendimento della musica. È un dato di fatto noto a tutti coloro che praticano, anche amatorialmente, lo studio della musica, che la frequentazione e l’imitazione di uno o più modelli illustri costituisce un importante tassello nel processo di apprendimento di un brano musicale Il dato è tanto più significativo se si pensa all’intrinseca problematicità della scrittura musicale, fisiologicamente incapace di restituire, alla sola lettura, la completezza di informazioni che un testo musicale richiederebbe per una realizzazione viva. Da tale premessa è partita la formulazione di un progetto che ha inteso indagare sperimentalmente i processi e le strategie che informano di sé una pratica musicale diffusa, ma spesso dibattuta e criticata: acquisire maestria tecnica e musicale “imitando” i grandi maestri.
Risultati significativi in questo campo potrebbero avere grande rilevanza nell’orientare, in futuro, i processi dell’apprendimento musicale, da sempre improntati ad una forma di sapiente artigianato di tipo intuitivo ed empirico. Applicazioni in quest’ambito potrebbero essere sviluppate a tutti i livelli, dalle metodologie didattiche per bambini, a quelle per gli studenti dei corsi professionali fino alla formazione degli insegnanti, essi stessi così spesso inconsapevoli “modelli” per i propri studenti.
Progetto presentato nell’ambito della:
Conferenza del 10mo anniversario, La Creatività Musicale, Liegi 5-8 Aprile 2002
Titolo del testo: “An Alternative to MIDI Data: Analysing Timing and Dynamics of String performances”. A case study sessions - T. Lisboa, A. Williamon, M. Zicari, & H. Eiholzer
e della:
7th International Conference on Music Perception & Cognition - ICMPC7, July 17-21, 2002 University of New South Wales, Sydney, Australia
Titolo del testo: “An Alternative to MIDI Data: Analysing Timing and Dynamics of String performances”. A case study sessions - T. Lisboa, A. Williamon, M. Zicari, & H. Eiholzer
Progetto “BaKom” (2001)
Resp. Dr. Hubert Eiholzer, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)Resp. Dr. Massimo Zicari, Divisione Ricerca e Sviluppo, Scuola Universitaria di Musica (Lugano)
Resp. Dr. Ruth Hungerbühler, Università della Svizzera italiana
Il progetto Bakom (Bundesamt für Komunikation), in collaborazione tra l’Università della Svizzera Italiana ed il Conservatorio della Svizzera Italiana, si è posto l’obiettivo di valutare i cambiamenti intervenuti nel corso degli ultimi due decenni, all’interno della programmazione musicale delle reti radiofoniche culturali nelle tre regioni linguistiche svizzere: Rete 2, DRS 2 ed Espace 2. In particolare, si è voluto verificare se, nell’arco di tempo preso in esame (i campioni sono del 1984, 1992 e 2000, con la sola eccezione della Rete 2 per la quale non sono disponibili i dati degli anni ’80), siano avvenuti significativi cambiamenti verso un maggiore assecondamento dei gusti del pubblico (eventuale orientamento di mercato), o se può essere considerato costantemente valido l’impegno nei confronti degli obiettivi culturali previsti dai rispettivi mandati istituzionali (orientamento culturale).
Dall’indagine risulta chiaro il differente atteggiamento della rete di lingua tedesca rispetto alle altre due. La programmazione della DRS 2 appare ancorata più delle altre ai canoni di quella tradizione di cui possono essere individuati sia i limiti cronologici che geografici. Emerge infatti con vigore il riferimento ad un “canone”, cioè ad un patrimonio culturale musicale in grado di garantire la necessaria continuità tra convenzionalità dell’offerta ed aspettative del pubblico medio.
Diversamente avviene per la Rete 2 e per Espace 2: le due emittenti dimostrano un maggiore e più chiaro orientamento verso la differenziazione dell’offerta. Tale diversificazione non prescinde dal riferimento alla tradizione, anche nel senso di una possibile identità, ma sembra realizzarsi principalmente attraverso l’apertura verso gli aspetti “altri” offerti dall’attualità del XX secolo.
